I primi passi di un campione

Dalla Opel Corsa alla Peugeot 306

L'esordio agonistico di Renato risale all'autunno del 1987 nel Rally di Asiago, con la Opel Corsa 1.300 di gruppo N in coppia con la futura moglie Manuela Ruaben. Si classifica "solo" secondo, causa noie meccaniche, dopo aver dominato buona parte della gara. Una curiosità, raccontata dallo stesso pilota, è collegata proprio all'esordio: dopo le verifiche tecnico - sportive infatti, gli addetti al parco chiuso non volevano lasciarlo entrare poiché il parcheggio era destinato solo ai partecipanti al Rally. Dunque la sua piccola Opel era talmente pulita, senza sponsor, che neppure vagamente assomigliava ad una vettura da corsa.

1988

Partecipa alla Coppa Italia 4ª Zona ed a fine anno è vincitore del Campionato Triveneto classe N3; è primo nella Coppa CSAI Rally di zona e s'aggiudica il "Bibendum d'Oro" messo in palio dalla Michelin.

1989

Partecipa al monomarca Opel con la 1.6 litri Gsi di gruppo N. Sei gare e sei vittorie di classe e l'incredibile performance al Rally di Venezia, dove ottiene il miglior tempo assoluto in tre speciali, mettendosi alle spalle vetture con il doppio di cavalli a disposizione.

1990

Pur lavorando, dopo aver vinto il concorso di ragioniere, presso il Comune di Cavedine, il giovane pilota trentino sacrifica, assieme all'inseparabile Manuela Ruaben, sua navigatrice, ferie e denaro, per affrontare ad alcune prove del Campionato Assoluto Rally al volante dell'Opel Kadett 16V di gruppo A. Determinante l'aiuto dei primi sponsor della sua carriera. Partecipa al 1000 Miglia, al Rally dell'Isola D'Elba, a Limone Piemonte, al Lana ed a Piancavallo. Nonostante il suo mezzo non disponga di potenza come le altre vetture, riesce a entrare sempre tra i primi dieci della classifica assoluta. All'Elba inoltre conquista un incredibile quinto posto.
A fine stagione è campione tricolore Promotion (titolo riservato ai piloti esordienti nell' Assoluto), domina il Challanghe Opel e la Csai lo convoca per al corso di pilotaggio per affinare le già evidenti doti naturali di velocità, affidabilità ed intelligenza tattica.

1991

L'inizio d'anno è costellato da rotture meccaniche. Il trentino partecipa alla Salita del Nido dell'Aquila, gara di velocità in salita su sterrato, dove vince la classifica riservata alla categoria "Due Ruote Motrici". È contattato dalla Scuderia Città di Castelfranco, che gli offre la possibilità di gareggiare con la potente BMW M3 della Pro Motor Sport di Vicenza al Rally delle Alpi Orientali. Non soffre assolutamente il passaggio dalla trazione anteriore a quella posteriore: è primo assoluto. Un risultato formidabile, che convince i dirigenti della scuderia a ripetere l'esperienza al Rally di Piancavallo, prova del Campionato Assoluto, già "infestato" dalle vetture a trazione integrali. Si piazza al secondo posto assoluto, preceduto solamente dal blasonato Dario Cerrato in gara con la Lancia Delta ufficiale a trazione integrale. Un risultato che lo proietta immediatamente sotto i riflettori dei mass media italiani. A fine stagione la Pro Motor Sport, divenuta squadra ufficiale Ford, contatta il pilota di Cavedine ed imbastisce il programma per la stagione seguente, dove sarà in squadra con Franco Cunico.
A fine anno, il settimanale Autosprint nell'ambito dei Caschi d'Oro, lo premia come speranza dell'automobilismo tricolore.
È motivo di grande soddisfazione per il trentino, il premio "Ruote O.Z.", assegnato da una giuria di giornalisti specializzati, che riconosce Renato Travaglia come talento naturale nei Rally e Michael Schumacher nella Formula 1.
A dicembre partecipa al Trofeo Attilio Bettega, nell'ambito della manifestazione Motor Show di Bologna, dove si classifica primo tra le vetture a due ruote motrici.

1992

Renato Travaglia sceglie: il richiamo dei rally è troppo forte. In accordo con la moglie Manuela rassegna le dimissioni al Comune di Cavedine, dove era impiegato come ragioniere, per dedicarsi interamente alle gare. Una stagione difficile, quella con la Ford Sierra Cosworth 4x4 di gruppo A, dove una serie di noie meccaniche non gli permettono di esprimere il suo talento. Solo al 1000 Miglia riesce a tagliare il traguardo al quarto posto, causa una foratura, dopo aver vinto ben 11 delle 18 speciali in programma. Pertecipa al Rally di Monza, dove è terzo in gruppo A.
Viene invitato al Motor Show di Bologna: gareggia al volante della Sierra di gruppo N, dove s'aggiudica il Memorial Bettega diurno e notturno.

1993

Renato Travaglia e la Pro Motor Sport, decidono di puntare al titolo tricolore di gruppo N con la Ford Escort 4x4. La moglie Manuela cede, per seguire la piccola Selene, il sediolo di destra ad Alessandro Mari. Domina al Rally 1000 Miglia, in Abruzzo, al Rally del Salento e nella prova mondiale del Sanremo, dove conquista inoltre l'incredibile sesto posto assoluto. È campione italiano di gruppo N. Il suo primo titolo tricolore.

1994

Opta per il neonato campionato "Due Litri" al volante della Renault Clio Williams di gruppo A. Vettura assai diversa rispetto alle trazioni integrali. Il suo nuovo navigatore è Flavio Zanella. Duella per l'intera stagione contro Paolo Andreucci, già conoscitore del mezzo, e conquista a fine stagione il titolo di vice-campione italiano.
Scende in pista ancora una volta al Motor Show di Bologna con la Ford Escort Cosworth di Gruppo A, dove vince l'Eurorally Cup davanti ad Andrea Navarra.

1995

Inizia il dominio incontrastato del pilota trentino nel Campionato "Due Ruote Motrici". Si prende la rivincita su Andreucci, schierato con la Peugeot ufficiale. Al volante della Renault Clio Williams di gruppo A, domina la stagione e conquista il titolo di campione con quattro vittorie (Torino, Valle d'Aosta, Marca Trevigiana ed Appennino Reggiano) in sei presenze. Ottiene il miglior tempo in 37 delle 64 speciali disputate e chiude il campionato ancora a luglio.
Nel '95 torna dopo sedici anni il rally di San Martino di Castrozza e Primiero, con validità internazionale. Renato non può assolutamente mancare all'appuntamento di casa e si iscrive al rally con la Renault Clio Maxi. Vince la corsa mettendosi alle spalle vetture a trazione integrale turbo con circa 50 cv di potenza in più rispetto alla sua auto; è la prima vittoria in assoluto di una Maxi in Italia.
A fine stagione viene invitato al Motor Show di Bologna, dove, nell'ambito del Trofeo Bettega, domina tutte la manches e vince tra le 2RM.

1996

È la svolta, la stagione delle grandi soddisfazioni. Convocato dalla Peugeot Italia, diventa a tutti gli effetti professionista. La Casa francese gli affida la 306 S16. Renato Travaglia non delude e con cinque vittorie (Palme, Torino, Valle d'Aosta, Marca Trevigiana ed Appennino Reggiano) in sette partecipazioni, chiude nuovamente la stagione a luglio. È nuovamente campione tricolore. Non solo, ma domina in 54 tratti cronometrati su 80. La Csai deciderà in autunno, anche per rallentare l'egemonia del pilota, di frammentare il campionato in due gironi, dove le prime e le ultime tre prove appartengono al primo girone, mentre le cinque prove centrali al secondo. Saranno validi i tre migliori risultati per ogni girone.
Al Motor Show di Bologna, appuntamento di fine stagione, viene battuto in finale da Pigi Deila in gara con l'altra Peugeot.

1997

Il copione si ripete. Travaglia è riconfermato pilota ufficiale della Peugeot. Continua il netto dominio con sei vittorie (Gargano, Elba, Valle d'Aosta, Saluzzo, Appennino Reggiano e san Martino di Castrozza) in dieci gare. S'aggiudica 58 speciali sulle 95 disputate. È campione italiano per la terza volta consecutiva.
Identico risultato dell'anno precedente al Motor Show di Bologna: secondo dietro a Deila.

1998

È sempre uomo Peugeot, che abbandona la S16 per la versione Rallye. Una stagione combattutissima, contro l'avversario - amico e compagno di squadra Pigi Deila, che termina solo all'ultima gara. S'aggiudica la vittoria all'Isola d'Elba, al Rally della Marca, all'Appennino Reggiano ed al Targa Florio. E' secondo al 100.000 Trabucchi, al San Martino di Castrozza ed in Valle Camonica. Quarto titolo consecutivo.
Tenta l'avventura mondiale sui terribili sterrati della Grecia con la Mitsubishi Evo 3 gruppo N di Nocentini. Dopo cinque speciali, dove tra l'altro nella seconda conquista il miglior tempo, la vettura prende fuoco.
A Sanremo la Peugeot affida a Renato la 306 Maxi con la quale dovrebbe gareggiare l'anno seguente. Un bolide potentissimo con 300 cv di potenza e cambio sequenziale a sette marce. È l'esordio con la Maxi; raggiunge l'obiettivo d'arrivare in fondo alla gara ed accumulare esperienza con la nuova vettura. Si toglie la soddisfazione d'ottenere il terzo miglior tempo sulla prova di Pantasina, dove di mette alle spalle i vari McRae, Sainz e Makinen. A fine gara è terzo tra le "Due Ruote Motrici".
Rovescia i pronostici al Motor Show di Bologna, dove sbaraglia e conquista il primo gradino del podio davanti a Deila nel trofeo Bettega riservato alle 2RM.

Testo a cura di Maurizio Frassoni. Torna alla pagina dedicata alla carriera.


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